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La LILT di Bologna

La LILT di Bologna

La storia della LILT di Bologna

Cent’anni, tanti sono quelli che accompagnano e intrecciano tra di loro la storia della LILT di Bologna e quella della LILT nazionale; impossibile raccontare l’una senza l’altra.

La LILT di Bologna inizia il suo cammino nel 1922 sotto la guida del Prof. Pio Foà, mentre oggi è il Prof. Francesco Rivelli a tenere le fila dell’Associazione provinciale LILT più nota d’Italia. La cui storia è stata scritta dai pionieri del campo dell’oncologia, come il Prof. Cesare Maltoni, che per anni ha studiato i danni arrecati dalle sostanze chimiche e inquinanti all’essere umano (tra cui quelle del fumo di sigaretta), e il Prof. Galeazzo Mattioli, figura di riferimento sia a livello internazionale, che nazionale (soprattutto per la LILT e il suo Consiglio Scientifico, di cui è stato membro).

Si tratta di personalità e di storie raccolte nel volume “Testimonianze tra scienza e arte”, pubblicato in occasione del centenario della LILT di Bologna. Un testo che riprende sia la genesi, sia l’evoluzione della sede bolognese, dando ampio spazio non solo ai Presedenti e il personale medico che per anni ha contribuito alla crescita dell’Associazione, ma anche alle testimonianze di 10 donne che hanno superato il tumore.

Le attività della LILT sul territorio

Tra i percorsi oggi offerti dall’Associazione vi sono: quelli di supporto psico-fisico per pazienti oncologici, attraverso terapie come Tai chi, Qi Gong e Yoga; i corsi di disassuefazione dal fumo; il counseling oncologico, proposto da una figura professionale; ed ovviamente diversi servizi dedicati alla sensibilizzazione della cittadinanza bolognese.

Rientrano tra questi la ben nota educazione nella scuole – pilastro dell’azione della LILT – ma anche l’educazione alimentare e cosmetologica. Due servizi – quest’ultimi – al passo coi tempi, poiché aiutano a comprendere come l’utilizzo dei prodotti cosmetici e  l’alimentazione incidano sul rischio di contrarre una patologia oncologica.

Arte e Scienza nella lotta ai tumori

Oltre a questi percorsi l’Associazione la LILT di Bologna ha da tempo intrapreso anche un’azione di raccordo tra le esperienze maturate nel campo della scienza e dell’arte. In passato, infatti, era l’artista, con le sue opere, ad incarnare simultaneamente la bellezza e il sapere attraverso un linguaggio diretto ed accessibile a tutti. Una tradizione che col tempo ha ceduto il passo al progresso scientifico, senza il quale oggi molte cure oncologiche sarebbero precluse.

Tuttavia, in una logica di riscoperta e comunione tra obiettivi e linguaggi, la LILT di Bologna ha deciso di affiancare alle testimonianze di chi attraverso la scienza ha superato una malattia neoplastica anche l’arte della fotografia. Il racconto per immagini quale strumento per condensare emozioni e fasi della vita comuni a tutti e per questo simbolicamente trasferibili più efficacemente con uno scatto o una poesia.

L’ennesima dimostrazione di quanto lo spirito pioneristico dei suoi fondatori sia ancora radicato all’interno dell’Associazione LILT di Bologna e nella figura del suo Presidente.

Francesco Rivelli

Il Prof. Francesco Rivelli, da oltre 20 anni alla guida della sede LILT di Bologna (che ha da poco festeggiato il suo primo centenario), è a tutti gli effetti uno dei pionieri della storia dell’oncologia italiana e della prevenzione. Classe ’46, originario di Fano, appassionato di Golf e medico come suo padre, il Prof. Rivelli ha iniziato i suoi studi nella città che lo ha dapprima accolto e poi sedotto: Bologna. Qui, nel ’74, diventa medico, presso l’Alma Mater, per poi specializzarsi – nel ’77 – in oncologia, di cui diventerà primario nell’’84.

Una scelta professionale e di vita, la sua, dettata da quei rari ma decisivi incontri che conduco l’esistenza altrove, nel caso del Prof. Rivelli verso la cura degli altri e la prevenzione. Quando ancora ragazzo, infatti, assiste alla morte di due compagni di scuola appena adolescenti, per mano di quello che allora si chiamava il brutto male, tanta era anche solo la paura a usare la parola cancro. Contro questa malattia, i suoi luoghi comuni e le cattive abitudini, il Prof. Rivelli si è sempre fermamente opposto, sfoderando il sapere della scienza – con oltre 72 pubblicazioni a suo nome e gli anni da docente all’università – e il linguaggio dell’empatia: l’unico mezzo davvero efficace nel costruire una relazione tra esseri umani.

Dell’empatia, così come delle forme del linguaggio, è intrisa tutta l’esperienza da oncologo del Prof. Rivelli, come anche quella della LILT di Bologna. Ad oggi impegnata su più fronti, dai progetti che coinvolgono tutte le 106 Associazioni LILT sul territorio nazionale, a quelli che la distinguono di più. Come ad esempio il recente concorso nazionale di fotografia che ha visto partecipare una giuria internazionale ed oltre 150 fotografi, con altrettanti progetti sul racconto della malattia oncologica.

Grazie a queste ed altre iniziative di apertura e di dialogo, pionieri come il Prof. Rivelli ci invitano a impegnarci per un futuro diverso, possibile grazie alle scelte consapevoli compiute oggi.