L’arte del Kintsugi quale mezzo di cura
L’arte del Kintsugi quale mezzo di cura

L’arte del Kintsugi quale mezzo di cura

Nulla si distrugge, tutto si trasforma.

L’arte del Kintsugi ci insegna a volgere lo sguardo oltre il dispiacere e la rabbia scaturite dalla perdita, al fine di trovare nuovi modi per ricucire tra di loro il passato e il presente. Il primo rappresentato dal ricordo dell’oggetto ancora integro, in origine un vaso o una tazza, perfetto, statico e per questo immutabile; mentre il presente ci propone ora solo dei frammenti, domandando a noi quale sarà il loro destino, se l’abbandono o la ricerca di nuova vita.

L’analogia tra l’esperienza di chi ha affrontato una malattia oncologica e il Kintsugi inizia qui, dalla ricerca dei “perché proprio a me” e la conseguente rabbia. Dal dispiacere – che nella malattia assume la forma della sofferenza, sia fisica, sia mentale – al rapporto tra il passato e il presente, tra la vita prima della malattia e quella post cure. Quest’ultima è vista per lungo tempo come un’incognita, come una fonte d’ansia, perché impedisce il controllo attivo e rimanda a un domani privo di garanzie.

Sono le imperfezioni a renderci vivi e unici

Nel Kintsugi tale fase d’incertezza viene superata grazie alla progettualità. Alla ricerca delle congiunzioni tra i vari frammenti, dal cambio di prospettiva e dall’azione che essa impone.

Ci si lascia alle spalle la perfezione e l’immutabilità dell’oggetto originale per conferirgli invece un aspetto unico, frutto dello studio, della comprensione delle sue nuove imperfezioni, di ciò che lo rende autentico. Un aspetto, questo, che viene esaltato attraverso l’impiego di metalli pregiati, come l’oro e l’argento, il cui valore non è solo intrinseco, ma anche simbolico. Una volta riparato, infatti, saranno le giunzioni tra i vari frammenti a risaltare su tutto il resto.

Il Kintsugi e  Going Back to Work

Più che riparare il Kintsugi crea, ed è questo lo scopo del Progetto Going Back to Work. Il nostro obiettivo è quello di creare le condizioni affinché il rientro sul luogo di lavoro, la ricongiunzione tra i vari frammenti della propria vita post-malattia, possa avvenire in modo più agevole, grazie all’aiuto di professionisti del mondo sanitario.

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